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Ubuntu, Notebook, Bug e allarmismi inutili…

novembre 6, 2007

Nel post di ieri, ho dato risalto ad una notizia che stava rimbalzando nella blogsfera su un ipotetico bug di ubuntu che, con l’andare del tempo, porta ad un danneggiamento prematuro degli hardisk di alcuni portatili.

Grazie ai vostri commenti (di zucca,luigi e giovanni che ringrazio per la segnalazione) apprendo (fortunatamente) che questa è una notizia “falsa”.

Vediamo di fare luce sulla vicenda con alcuni punti fondamentali:

  • Ubuntu non aggredisce i vostri hardisk con il sistema di risparmio energetico.
  • Il firmware del vostro harddisk (quindi indipendentemente dal sistema operativo) può essere troppo aggressivo con il risparmio energetico e causare tale problema.
  • Il firmware del vostro BIOS (quindi indipendentemente dal sistema operativo) può essere troppo aggressivo con il risparmio energetico e causare tale problema.
  • abilitare il laptop-modem nel file /etc/default/acpi-support (che di default è disabilitato) può causare tale problema.

Quindi, riassumendo, la causa principale di tale problema è indipendente da Ubuntu ma dipende dalle impostazioni del firmware (o del bios o dell’hardisk) troppo “parsimonioso”.

Vi chiederete come mai allora si vocifera di un bug di Ubuntu.

Probabilmente sistemi operativi come Windows o Mac sovrascrivono le impostazioni di default del bios sul risparmio energetico cosa che invece Ubuntu non fa. Ma ovviamente questo non è un bug.

Quindi tiriamo un sospiro di sollievo e, se riesco a reperire altre informazioni, vi terrò aggiornati.

Daniele

Categorie:Gutsy, Linux
  1. andrea
    novembre 6, 2007 alle 1:14 pm

    non credo molto a questa storia… penso che il bug esista!

  2. Di ME
    novembre 6, 2007 alle 3:02 pm

    Quoto, anche Linux quando attivi i moduli di risparmio energetico scavalcano le impostazioni del bios, anzi a dirla tutta il kernel Linux quando bootstrappa elimina direttamente il bios dalla shadow ram e assolutamente NON lo usa… i BIOS sono a 16bit, bacati e le API dei bios servono solo per compatibilita’ con sistemi a 16bit come dos w windows 9x… Quindi Linux ignora il bios,. tutt’alpiu’ puo’ limitarsi a non riprogrammare un controller gia’ inizializzato dal bios, ma in ogni caso se si usa il risparmio energetico su Linux questo cambia a modo suo questi parametri funzionali, quindi il bug e’ di ubuntu cui gli sviluppatori non hanno tenuto in considerazione che essere troppo agressivi sull’hardware puo’ essere controproducente.

  3. __pablo__
    novembre 6, 2007 alle 3:18 pm

    basta usare hdparm per impostare dei tempi che risultino meno aggressivi!!!

    $man hdparm

    ciao

  4. novembre 6, 2007 alle 5:21 pm

    https://launchpad.net/bug59695.html

    A parlare di bug, nel lontano, informaticamente palrando😉, 2006 fu Launchpad.
    A me è parso importante, ora che potenzialmente Linux, grazie ad Ubuntu, è in grado di diffondersi maggiormente che in passato, segnalare il problema e porporre un possibile palliativo.
    (http://www.formulaonline.it/blog/index.php/problema-di-linux-con-lo-standy-degli-hd-di-alcuni-notebook/)

    All’utente credo poco importi la ragione tecnica per cui con Linux (e solo con Linux) emerge il problema, e credo sia più interessato a come aggirare il difetto.

  5. Di ME
    novembre 6, 2007 alle 5:24 pm

    Si spiegalo a tutti i niubbi che non hanno voglia di leggere e che per colpa di un errore di chi ha fatto la distro si troveranno l’HD rotto… queste cose non devono capitare in una distro che si proclama la migliore per i niubbi… migliore sto paio di stivali.

  6. novembre 6, 2007 alle 5:25 pm

    @Enrico
    Proprio ieri, quando ho parlato di questo bug, ho inserito anche io quella soluzione. (tra l’altro si trova nella descrizione del bug)

  7. novembre 8, 2007 alle 12:46 am

    dal profondo della mia ignoranza quelli che si impostano sull’hd sono i valori del protocollo SMART.

    Da wikipedia «Each drive manufacturer defines a set of attributes and selects threshold values which attributes should not go below under normal operation. Attribute values can range from 1 to 253 (1 representing the worst case and 253 representing the best)».

    Sono i produttori a decidere i valori da impostare ed il livello minimo per un corretto funzionamento.

    Infatti, sempre da wikipedia: «These manufacturers do not necessarily agree on precise attribute definitions and measurement units».

    In sostanza per alcuni dischi un valore di 100 potrebbe essere ottimale, per altri drasticamente nefasto.

    Da quello che ho capito, ubuntu setta il parametro relativo allo spegnimento nei tempi morti al valore minimo.
    Questo causa (in alcuni dischi) un numero esorbitante di spegnimenti e partenze, che naturalmente hanno un impatto dal punto di vista meccanico sull’hardware.

    Non imputerei tutta la responsabilità ad ubuntu. Dovrebbero essere anche i produttori ad evitare di impostare come valore minimo un tempo che può risultare dannoso per il loro hardware. Ma come diceva wikipedia, ognuno decide a modo suo. Qualcuno può dire che 1 è il valore ragionevolmente minimo, qualcun altro potrebbe invece dire che 1 è il valore minimo prima che l’hd imploda trascinando con se l’universo.
    In mancanza di una scala di valori `standard` tra i produttori, l’unica responsabilità di ubuntu potrebbe essere l’imprudenza di porre il parametro ad 1 e la mancata implementazione di un metodo empirico in grado di determinare se il valore risulta troppo basso per il disco in questione. Per esempio si poteva porre un limite massimo di cicli al minuto, oltre il quale lo script poteva procedere ad innalzare progressivamente il parametro fino ad un valore `sicuro`.

  8. Capo
    novembre 11, 2007 alle 10:35 pm

    no scusate, sono ignorante in materia, mi sono imbatutto per caso in questa notizia e mi sono un po’ allarmato!! che si deve fare , c’è un rischio concreto o no? bisogna intervenire su qualcosa?

  1. novembre 6, 2007 alle 9:24 am
  2. novembre 19, 2007 alle 11:21 am
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