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KDE 4 Mette le mani avanti?

gennaio 3, 2008

Domani è previsto il tagging della release finale di KDE 4.0. Lo sò che uscirà effettivamente l’11 gennaio ma domani finiranno in realtà tutti gli sviluppi.

Nei giorni successivi ci si occuperà di compilare e i impacchettare  tutti i sorgenti per le varie distribuzioni linux.

Tutto il mondo internet è pronto ai posti di partenza per scaricare, recensire e mettere screenshot sui vari blog e siti del globo.

Un altolà viene da Stephan Binner  che nel suo blog mette “le mani avanti

Mi permetto di tradurre le sue parole (alla bene e meglio)  direttamente dal suo post:

  • KDE 4.0 non è KDE 4 ma è solo il primo, di una lunga serie di rilasci, di KDE 4 che arriveranno nei prossimi anni.
  • E’ risaputo che KDE 4.0 ha alcune parti mancanti o implementazioni temporanee (ad esempio il supporto per la stampa, PIM, Plasma)
  • Molti cambiamenti sono avvenuti sotto la superficie e non possono essere notati usando il sistema per 30 minuti
  • Se confrontata con KDE 3.5, l’interfaccia utente sembra invariata in KDE 4.0 ma ci saranno cambiamenti/miglioramenti durante la vita di KDE 4
  • KDE 4.0 non sarà la versione più veloce di KDE 4, come per KDE 2 molte ottimizzazioni avverranno più tardi.
  • La maggior parte delle applicazioni (molte non sono state ancora portate completamente) avranno dei vantaggi con le nuove tecnologie che le nuove librerie Qt/KDE offriranno solo in seguito.
  • Non misurate il successo della portabilità (es MS Windows) dalle applicazioni disponibili, arriveranno.
  • Ci aspettiamo che KDE 4.0 sarà usato solo da alcuni “adepti” e non da tutti gli utenti di KDE 3.5
  • Lo sviluppo di KDE 4.1 non richiederà le stesse tempistiche come per il grande balzo tecnologico per il 4.0. Ci aspettiamo il 4.1 più avanti in quest’anno.

Alla prossima

Daniele

Categorie:kde 4, kde4, Linux
  1. wdev
    gennaio 3, 2008 alle 11:37 am

    questo articolo mi ha un po’ … demoralizzato.

  2. gennaio 3, 2008 alle 11:39 am

    Beh… diciamo che da quando ho sentito parlare di kde4… tutto l’entusiasmo, le aspettative…
    Io scommetto che dopo neanche qualche ora che sarà disponibile nei repository, compariranno già le prime recensioni negative, su quanto sia deludente, su quanto sia pacchiana al contrario di gnome, su quanto sia… insomma… tra poco mi ritroverò i feed a cui sono abbonato pieni di polemiche su polemiche! Secondo me kde4 sarà migliore della 3 ma… appunto… nelle versioni > 4.0. Come anche kde2, kde3, o qualsiasi altro DE. E vabbè… ma tanto le polemiche non si possono evitare! Si fanno per qualsiasi cosa (Basta pensare a Beryl, Compiz, e chi + ne ha + ne metta!)

  3. daniele
    gennaio 3, 2008 alle 11:44 am

    @wdev
    Suvvia non fare così. Non volevo demoralizzare nessuno ho solo riportato una notizia di un creatore del kde. Penso che sia meglio avere basse aspettative e poi stupirsi della meraviglia di KDE 4 quando lo si installa. Io lo uso e a me piace davvero molto.

    @cYpHer
    Molti dicono che il vero KDE 4 sarà il KDE 4.1 come accadde anche per lo gnome 2.0 (molti si sono dimenticati) per ora io mi accontento di usare questo brutto e puzzolente kde 4.0🙂

  4. gennaio 3, 2008 alle 11:50 am

    Sto testando KDE dalla beta e compilo praticamente un giorno si e uno no.

    Devo dire che non ha deluso affatto le mie aspettative anzi sono soddisfatto.
    Ha i suoi lati negativi (ormai resteranno domani freezano le features):

    – La barra resta ferma immobile e nera
    – creare icone è molto meno intuitivo che con KDE 3
    – i plasmoidi che metti sulla barra sono immobili (a meno che tu non li cancelli e li rimetta)
    – manca la bellissima funzione sposta in/copia in

    ma il progetto è giovane. Non possiamo confrontarlo con Kde 3.5 poichè è un .5 questo invece è un .0 vi ricordate quanto era brutto Kde 3.0? io non perchè è durato quanto un gatto sull’aurelia

  5. gennaio 3, 2008 alle 11:54 am

    Il passaggio da KDE3 a KDE4 è un cambiamento radicale nella filosofia, non solo nella struttura (che già non sarebbe poco). È assolutamente innovativo: siamo arrivati prima di Microsoft e prima di Apple stavolta, non è la prima volta ma sicuramente è uno step importantissimo. Cambiamenti cosí importanti non possono avvenire in un solo passaggio… la mole di lavoro è enorme. Le difficoltà sono ovvie, bisogna festeggiare invece!🙂

  6. destynova
    gennaio 3, 2008 alle 12:03 pm

    Non e’ proprio un mettere le mani avanti, i punti che hai elencato erano stati fatti presente molto tempo fa, credo gia’ nel periodo di alpha di kde4.

  7. killer1987
    gennaio 3, 2008 alle 1:29 pm

    lo stavo traducendo anch’io per mandrivaitalia.org ma si è impallato il pc e l’ho mollato, vuol dire che farò un link alla tua traduzione (peraltro ottima). grazie mille e ciao🙂

  8. daniele
    gennaio 3, 2008 alle 1:32 pm

    @killer1987
    Ne sarei onorato grazie!
    Tra l’altro io sono un vecchio fan di mandriva🙂

  9. gennaio 4, 2008 alle 12:01 am

    Adepti fa’ un po’ setta, forse era megli lasciare “early adopters”.

    Qualcuno ha un link ad un qualche articolo che spiega brevemente quali sono i camabiamenti radicali da KDE3.5 e KDE4?

    Saluti.

  10. gennaio 4, 2008 alle 8:56 am

    La storia non è così semplice.
    Le qt4 rispetto alle qt3 introducono una lunga serie di migliorie e molte nuove possibilità.
    Già il fatto che grazie alla qt4 l’ambiente risulta più veloce le applicazioni occupano meno memoria giustifica il passaggio.
    Il fatto che il passaggio dalla 3.5.x alla 4.0 non introduca molte novità va bene dato che i problemi da risolvere a causa del cambio di librerie sono molti.
    All’inizio è preferibile concentrarsi sul produrre una versione il più possibile stabile ed aspettare all’introduzione di nuove funzionalità.
    La 4.0, nonostante il gran lavoro effettuato dagli sviluppatori, soffrirà di molti bug. Non tanto perché il lavoro è stato fatto male ma perché chi ha effettuato le prove ed i test sino ad ora sono utenti più o meno esperti che sanno cosa fare e come farlo, quindi il vero crash test avverrà con il rilascio ufficiale alle masse quando gli utonti cercheranno di fare le cose più assurde e riusciranno così a trovare i bug più nascosti.
    Ritardare il rilascio di altri 6 mesi non contribuirebbe alla scoperta di questi bug/problemi di usabilità.
    Inoltre questo tipo di sviluppo aderisce in parte ai principi dello sviluppo agile.
    Intanto ti rilascio un prodotto funzionante che ti permette di lavorare e di svolgere i compiti per cui è stato progettato.
    Poi tu utilizzandolo mi dirai quali altre cose ci vuoi e se ci sono cambiamenti da fare alle cose già realizzate.
    Qual’è il vantaggio?
    Se io presento un software completo che fa l’ira di dio
    1) ci metto un sacco di tempo a realizzarlo
    2) introduco funzionalità che non servono a nessuno se non a me
    3) alla fine farà quello che voglio io sviluppatore ma non è detto che faccia esattamente quello che l’utente finale vuole.
    Quindi mi ritroverei nella condizione di dover buttare via parti intere o riscriverne nuovamente delle altre.
    Il rilascio di una versione base permette all’utente finale di guidare lo sviluppatore nei passi successivi
    Questo si traduce in risparmio di tempo e in un software che aderisce maggiormente alle richieste della comunità, specialmente considerando che KDE tiene in gran considerazione le richieste degli utenti.

  11. gennaio 4, 2008 alle 10:05 am

    polemizzo con Bobonov
    “Se io presento un software completo che fa l’ira di dio”
    1) ci metto un sacco di tempo a realizzarlo
    – non importa quanto ci metti l’importante e’ che funzioni, inutile rilasciare qualcosa che va in crash e manco si compila-
    2) introduco funzionalità che non servono a nessuno se non a me
    – e’ compito dello sviluppatore interessarsi di cosa l’utontO medio vuole, altrimenti sviluppa solo per se stesso e non per gli altri. Se uno vuole mettere a disposizione qualcosa che COMUNEMENTE deve essere usato, lo sviluppatore DEVE sapere cosa COMUNEMENTE si usa e soprattutto COSA deve funzionare al primo botto (ambiente stabile, con la stampa ed il supporto della maggior parte del software funzionale, devono funzionare i vari ammennicoli tipo ad. es. organizer e simili porcherie di tutti i giorni) –
    3) alla fine farà quello che voglio io sviluppatore ma non è detto che faccia esattamente quello che l’utente finale vuole.
    – vedasi punti precedenti, essere sviluppatori non significa essere nell’olimpo e sputacchiare sull’utonto finale. Lo sviluppatore lavora per l’utonto! E’ vero che alcuni la pensano cosi’ ma la qualità del lavoro di programmazione e’ proprio quella di soddisfare l’utente e non certo far dire a chi programma “o cacchio quanto so’ fico e forte .. ho scritto 100 righe di codice ultrafigo .. ”

    Ribadisco il mio modo di vedere le cose, “se devi fare qualcosa che sia utile, fai in modo che sia utilizzabile” altrimenti prima di farlo vedere, aspetta che lo sia.

    chiudo la polemica aggiungendo che quelli di kde lavorano per un bellissimo progetto, per me sono bravissimi e gli auguro tutto il bene del mondo. Ma ammirare qualcuno non significa per forza condividere tutto cio’ che fanno e come lo fanno, anzi mi permetto di criticare coloro che reputo capaci d comprendere anche le mie critiche piu’ pesanti (altrimenti gli do del cretino in silenzio e li lascio nelle loro schifose perturbazioni mentali)😉

  12. tom
    gennaio 4, 2008 alle 12:43 pm

    polemizzo con kijio🙂

    1) ci sono le vie di mezzo, la prima release di un programma deve fare poche cose ma farle bene, le versioni successive servono ad aggiungere funzionalita’ e a togliere bachi. Il punto e’ che prima esce la prima versione, prima si comincia a togliere bachi; sta alla sensibilita’ del projetc manager decidere quando e’ il momento di fare la prima versione.

    2)lo sviluppatore open source e’ un volontario, non lo schiavetto dell’utente. se l’utente suggerisce migliorie e si fa carico dei test, lo sviluppatore puo’ concentrarsi di piu’ sullo sviluppo ed il progetto progredisce piu’ rapidamente. In questo modo ci guadagnano tutti.

    3)e’ errato pensare che lo sviluppatore lavora per l’utente, bensi’ le due figure devono collaborare. altrimenti il programma diventa utile solo allo sviluppatore (come asserisce Bobonov).

    kijio: “se devi fare qualcosa che sia utile, fai in modo che sia utilizzabile”

    su questo sono d’accordo: il programma deve essere pubblicato il prima possibile ma deve essere perfettamente funzionante in quello che offre.

    Purtroppo questa teoria si applica male ad un progetto enorme come KDE4, la loro volonta’ di pubblicare quello che hanno oggi e’ una chiara richiesta di aiuto agli utenti, che non devono aspettare la pappa fatta, ma devono tirarsi su le maniche ed aiutare.

  13. gennaio 4, 2008 alle 7:48 pm

    @ tom
    ed io che pensavo di poter usare la bacchetta per fare il bacchettone di turno con gli sviluppatori … e soprattutto dire che kde4 era come vindovsita ..😀
    credo che tu abbia ragione .. forse dimentichiamo spesso che la funzionalità eccezionale di un programma opensource deriva da tanta volonta’ degli utilizzatori nel voler usare qualcosa a tutti i costi … individuando e segnalando i bacozzi

  14. gennaio 5, 2008 alle 4:04 am

    @kijio
    con rilasciare una versione base non intendo rilasciare qualcosa che non funziona.
    L’idea dello sviluppo agile (in due parole perché in realtà la filosofia che c’è dietro è assai più complessa) è quella di rilasciare un programma al cliente nel momento in cui il programma è in grado di svolgere il compito per cui è stato scritto.
    Questo però non vuol dire che il programma sia completo e senza nessun bug.
    Ad esempio un programma che gestisce le prenotazioni per un albergo.
    Nel momento in cui è in grado di registrare delle anagrafiche ed associarle a delle stanze per un arco di tempo il programma è in grado di fare quello che deve fare quindi senza far aspettare mesi al cliente posso già dargli una primo rilascio che lo mette in grado di lavorare dopo 2 mesi di sviluppo.
    Dopo un’altro mese gli do una nuovo rilascio che gestisce la stampa delle schede.
    Dopo un altro mese il programma ha pure le iconcine carine.
    Altro mese ed è in grado di fare delle statistiche delle persone ospitate nella struttura.
    Altri due mesi ed è in grado di registrare i feedback dei clienti.
    Se io faccio tutto questo in una volta ci vogliono sei mesi ed il cliente prima di cominciare a lavorare deve aspettarli tutti e sei.
    Invece con lo sviluppo agile il cliente è in grado di lavorare dopo due mesi.
    Inoltre correggere i bug di volta in volta è molto più semplice che correggerli tutti insieme alla fine.
    Per kde stessa storia, le nuove funzionalità possono aspettare, intanto facciamo funzionare quello che già esiste, puliamo i bug e poi introduciamo i fronzoli.

    Una precisazione: teoricamente se lo sviluppo agile viene fatto a dovere, permette di rilasciare una nuova versione funzionante (con nuove funzionalità e bug risolti) in qualsiasi momento.
    Infatti per lo sviluppo agile solitameten non è prevista la cosi detta roadmap ma bensì la lista delle funzionalità da implementare. Vale a dire che sai dove arriverai (1.0 con queste funzionalità) ma difficilmente diari che la versione 0.5 conterrà queste funzionalità

  15. wdev
    gennaio 10, 2008 alle 5:24 pm

    ma non è domani il grande giorno?
    su kde.org credo abbiano fatto un po’ di confusione col count down: stamattina ho visto comparire quello di domani (Today … seeing is believing …”) e adesso c’e’ quello di ieri.

  16. daniele
    gennaio 10, 2008 alle 5:32 pm

    @wdev
    Sì è domani.. l’11 gennaio

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